Vera Gheno al Liceo Tedone

Oltre l'uguaglianza, la sfida di un linguaggio che non esclude

Un incontro fertile e prezioso, occasione di riflessione collettiva sul potere della parola, quello che ha visto protagonista Vera Gheno, sociolinguista, saggista e attivista di fama nazionale, insieme alle alunne e agli alunni del Liceo Tedone. L’evento è stato organizzato dalla casa editrice La Meridiana come anteprima della Fiera di Lettori alla pari.
L’incontro è stato intessuto da un suggestivo dialogo, incentrato sul profondo valore della parola, ricco di dense riflessioni personali ed esperienze di vita vissuta. Fulcro della discussione, come ci racconta Davide Albrizio della classe 5^B, sono stati tre termini fondamentali di riferimento, simboli di cruciali questioni sociali di attualità: inclusione, parità e accessibilità.
Gheno ha interagito con il pubblico giovanile in modo estremamente sincero e diretto, esortando al rispetto e al coraggio individuale nell’uso del linguaggio. Sono state messe in discussione le rigorose convenzioni sociali, che tendono ad incasellare e omologare l’individuo fin dalla nascita tramite parametri e luoghi comuni ancora radicati nell’immaginario collettivo. Un immaginario che troppo spesso si ferma alla mera “uguaglianza” – intesa come trattamento identico – senza raggiungere la parità, che riconosce le differenze e garantisce pari opportunità e dignità.
Il momento più stimolante della riflessione è stato dedicato alla complessa dinamica tra inclusione ed esclusione. Gheno ha smontato la narrazione superficiale dell’inclusione, evidenziando come essa implichi, strutturalmente, un precedente e necessario momento di esclusione. La necessità stessa di “includere” rivela l’esistenza di un “centro” normativo e di una “periferia” che deve essere ammessa. Una dinamica che rischia paradossalmente di tramutarsi in nuove rigidità o, peggio, nel paternalismo, dove “chi include” detiene implicitamente il potere.
Questa è la reale portata del significato delle parole: le espressioni che pronunciamo, anche innocentemente o ignorandone le matrici linguistiche, non solo definiscono, ma spesso cristallizzano la nostra percezione e il nostro modo di stare al mondo, perpetuando inconsapevolmente l’esclusione. Padroneggiare il linguaggio, dunque, significa riconoscere ed evitare queste trappole semantiche, sfruttandone lo sconfinato potenziale per costruire una realtà più equa. Per Vera Gheno, un linguaggio consapevole e non discriminatorio è un autentico “superpotere” che infonde anima e dignità nel dialogo sociale.