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 "Abitare poeticamente il mondo e abitare umanamente il mondo, in fondo, è la stessa cosa” scrive Christian Bobin. E questa mattina le studentesse e gli studenti del liceo Tedone, grazie alle parole dense di passione e di umanità del prof. Antonio Jurilli, professore universitario e autore del saggio “L’ospite attesa”, hanno compreso che la poesia è un modo di stare al mondo, una vibrazione che abita la vita. In un dialogo serrato, intenso e vibrante il prof. Jurilli ha preso per mano i suoi giovani lettori conducendoli nelle pieghe più intime della vita di Biagia Marniti, poeta di origini ruvesi, amabilmente chiamata da Giuseppe Ungaretti, suo mentore e maestro, “nera” per il suo carattere altero, fiero e combattivo.

Nei versi di Biagia si respira il sud. Un meridione che si fa luogo dell’anima, fremito e attesa di ritorno. Un meridione che tempra e forgia e fa di Biagia Marniti una donna che lotta e nulla teme e che lascia scorrere nella sua linfa lo stesso ancestrale vigore della sua terra, la stessa disperata vitalità di memoria pasoliniana. Un meridione olfattivo fatto di mandorli e peschi, di fichi e di mare che resistono alle inquietudini e ai dolori.

Le parole di Biagia sono “la limpida meraviglia di un delirante fermento” che il prof. Antonio Jurilli ha portato alla luce dal suo porto sepolto. E questo è davvero un atto poetico. Perché questa è la poesia, la poièsis, come la chiamavano i greci, un atto creativo che ha a che fare con il generare e il venire alla luce.IMG 20220527 WA0014 1