Il Liceo Tedone alla decima edizione del Prix Murat. Un romanzo francese per l’Italia

“Non so se Istanbul stia ancora tenendo traccia di quello che è successo, non so se posso scoprire altro su mio padre. O forse lo so, ma faccio come se potessi ancora far durare la sua storia, mi metto al suo posto e seguo tutte le piste, anche quelle sbagliate”. E’ così che esordisce la scrittrice Aliona Gloukhova, alla cerimonia di premiazione della decima edizione del Prix Murat, visibilmente emozionata in un teatro gremito di giovani studenti provenienti da tutte le parti della Puglia, tra cui alcune alunne delle classi III E, IV E, VE del Liceo Linguistico, accompagnate dalla referente del progetto, professoressa Maria Chiapperini.

Con il suo romanzo “Dans l’eau je suis chez moi”, la giovane scrittrice bielorussa ha appassionato una vasta platea di adolescenti, dando voce al dolore per un padre mai più ritrovato che si materializza in ogni pagina della sua opera prima in lingua francese.

Dopo alcuni interventi molto interessanti del prof. Majorano, del magnifico rettore dell’Università degli Studi di Bari, prof. Stefano Bronzini, introdotti dalla prof.ssa Marie Thérèse Jacquet, promotrice del gruppo di ricerca che lavora con grande passione a questo progetto da ormai dieci anni, Aliona Gloukhova ha risposto alle innumerevoli domande degli studenti, anche se talvolta i quesiti proposti sembravano rinnovare quel lutto impossibile da elaborare. La scrittura, ha spiegato la Gloukhova, è diventata la chiave di ricerca di una vita, il senso di un’esistenza, il racconto di un’anima bambina fattasi donna. Il dolore con il tempo si allevia ma il senso di vuoto è sempre lì, compagno di vita ed è la scrittura a rendere possibile il miracolo di ridare vita ad un padre scomparso misteriosamente durante un naufragio.

Sul palco si sono materializzate le nostre paure, le difficoltà nella costruzione della nostra identità, quel senso di precarietà insito nella nostra natura umana ma che è alla base del processo creativo della scrittura e della lettura, capace di rielaborare quell’assenza, quel vuoto e quella perdita in poesia.

Intensa l’esperienza che abbiamo vissuto e ci ha portato a condividere pensieri che danno un senso a ciò che siamo. A conclusione della cerimonia l’emozione della scrittrice che ha confessato l’imminente pubblicazione in lingua italiana del romanzo vincitore, ci inducono davvero ad affermare senza che “dans les pages d’un livre, je suis …chez moi”.

Mariapia Turturo III E

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